I disturbi della lacrimazione

La secchezza oculare

La scarsità di liquido lacrimale è la causa di questo disturbo piuttosto particolare, che in genere colpisce, con gravità variabile, entrambi gli occhi, provocando arrossamento della parte bianca e sensazione di 'sabbia negli occhi'. Oltre agli innegabili fastidi nell'immediato, l'assenza o lo scarso spessore del velo lacrimale può provocare, se non curato, piccole lesioni della cornea e la cheratinizzazione, ossia l'indurimento, della congiuntiva e delle superfici corneali. All'origine possono esservi diverse cause: una ridotta attività delle ghiandole lacrimali, un'ostruzione del condotto che porta le lacrime all'occhio, una malattia chiamatasindrome di Sjögren.

Nel caso in cui sia dovuto all'ostruzione del canale lacrimale il disturbosi può curare con un intervento chirurgico; negli altri casi non rimane che ricorrere alle ' lacrime artificiali' (prodotti farmaceutici a base di soluzioni saline, che hanno la funzione di lubrificare l'occhio quando la lacrimazione è insufficiente).

Gli occhi acquosi

Il termine medico che designa questa malattia è epifora. Essa consiste in una continua lacrimazione, cioè nella fuoriuscita continua del liquido lacrimale dalle palpebre. A provocarla, di solito, è la presenza di un ostacolo nel dotto lacrimale, il condotto che drena le lacrime verso l'interno del naso. Questa ostruzione a sua volta può verificarsi in seguito a un trauma del dotto dell'osso nasale, oppure può dipendere da un frequente rigonfiamento dei condotti o del sacco lacrimale, come nelle sinuisiti croniche; spesso, però, la causa resta sconosciuta.
In genere, se si interviene al primo manifestarsi dei sintomi è sufficiente liberare il dotto lacrimale, cosa che l'oculista fa con una manovra semplice e non dolorosa. Se invece si affronta il problema quando è già in fase avanzata, è necessario ricorrere a un intervento chirurgico per creare un dotto artificiale che aggiri l'ostacolo.

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