Lenti rigide e semirigide

La lente a contatto rigida fu la prima alternativa all'occhiale negli anni 60 e ha trovato la sua massima popolarità negli anni 80, ma negli '90 con l'introduzione delle cosiddette usa e getta e delle morbide toriche mensili le LAC rigide si sono sempre più indirizzate verso nicchie specifiche. Mentre fino a 5 anni fa le lenti morbide e quelle rigide si dividevano equamente il mercato, oggi le prime detengono una quota del 65% rispetto al 35% delle rigide, grazie al fatto che le lenti morbide prodotte permettono un'elevata trasmissibilità all'ossigeno.

Oltre a questo le lenti morbide richiedono tempi di adattamento meno lunghi rispetto a quelle rigide e offrono un miglior confort. Inoltre l'avvento delle lenti monouso ha accelerato il passaggio alle lenti morbide in quanto assicurano a chi le indossa una grande igiene oculare particolarmente a quelle che vanno sostituite giornalmente. A favore delle lenti rigide gioca il fatto che queste ultime permettono all'occhio di respirare meglio e offrono un indice rifrattivo più elevato per chi necessita di prescrizioni più forti. Oggi la lente rigida si colloca sempre di più come prodotto di riferimento in una casistica particolare (miopie superiori alle 8D, cheratoconi, astigmatismi superiori alle 3D).

Il trattamento della miopia tramite le lenti rigide è al centro di importante ricerche scientifiche infatti un elevato numero di applicatori tenderebbe a dire che l'uso delle lac rigide ritarderebbe la miopia nei bambini. Approfonditi studi sono in corso di svolgimento in Asia e negli Stati Uniti e se il risultato di questi studi indicheranno un minor progresso della miopia nei bambini che hanno utilizzato le lenti rigide rispetto ad un gruppo di controllo che indossa occhiali, questi riscontri avranno un profondo effetto sulla crescita del mercato e della produzione di lenti rigide.

Le prime lac rigide furono realizzate in materiale plastico il polimetilmetalacrilato (PMMA), ma data la necessità di ossigeno della cornea (si è osservato come la presenza di ossigeno sia indispensabile per il metabolismo corneale, pertanto le lenti a contatto che permettono un buon passaggio di ossigeno, favoriscono una maggiore sopportabilità delle stesse) e l'impossibilità di trasmissione attraverso il PMMA si cercarono nuovi materiali per costruire lenti rigide. Fu impiegato cosi il CAB (acetato butterato di cellulosa) che si è dimostrato più flessibile e sopportabile dai portatori.

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